Posto 8 - L'importanza di non prendere ace

POSTO 8 - L'IMPORTANZA DI NON PRENDERE ACE

La migliore squadra italiana di sempre formata da Paolo Nicolai (selezionato dal DT delle giovanili nel 2006) e Daniele Lupo (talento scoperto da Giorgio Pallotta) sta dominando la scena internazionale ed italiana al contempo.
Nell'Italia del Volley Indoor i nostri ricettori-attaccanti di oltre i 2 metri sono nell'elitè mondiale; e anche grazie ai tanti figli d'arte nati nel nostro: tutto il volley federale va forte.
Analizzando questo "magic moment" si può notare come in verità non sia una magia, ma in verità il risultato di un lavoro fatto nel selezionare, preparare fisicamente e mentalmente...atleti IDONEI.
L'iter evolutivo avuto dal volley ha fatto si che dove prima c'era posto per atleti più bassi e bravissimi con il bagher, ora ci sia urgenza di avere attaccanti alti che non prendano ace: il "difensore" Daniele Lupo e' 194 cm; Osmany Juantorena schiacciatore della nazionale Indoor e' 200 cm con un'elevazione spaventosa.
Con battitori incredibili come Zaytsev, Nicolai, Evandro, Brouwer, la ricezione positiva la si tende ormai a cercare sul centro del campo (posto 8 per quasi tutto il volley mondiale); e non come nel volley di qualche anno fa, dove la Ricezione Positiva era solo quella che permetteva i primi tempi.
Fatta questa premessa vorrei arrivare a ciò che ormai insegno con successo dal 2008, cioè: 
"La ricezione con incrocio sistematico del primo passo".
Un eresia dice qualcuno, una genialata dicono altri; io dico solo che, essendo il nostro sport in continua evoluzione, ho avuto la necessita di creare un'ennesima Rivoluzione tecnica.
Ricordo le parole, ora molto più chiare di allora (1991 maxi camp Parma) di uno dei più grandi giocatori di volley di sempre: -Non m' importa come arrivi a fare il muro dall'altra parte, importa solo che funzioni per te!- (Vladymir Tchernichov).
Il bagher frontale e laterale (poi) che tanto ho fatto da schiacciatore e da libero; il bagher con movimenti rapidissimi dei miei piedi veloci che tante soddisfazioni mi ha dato.... non era che un motorino sgangherato a confronto della moto da corsa che i principianti hanno nel loro bagher naturale e innovativo allo stesso tempo, ma che piano piano viene sostituito da un incessante, costante, stressante insegnamento di una tecnica ormai vetusta rispetto ai battitori attuali.
Per capire di aver perso davvero troppo tempo, pazienza, denaro seguendo ancora oggi ( a me la insegnarono nel 1987) la stessa tecnica del bagher di almeno 30 anni fa...dobbiamo ricominciare dal titolo di questo articolo: 
"Posto 8 - L'importanza di non prendere ace".
Se talenti unici come Giorgio Domenghini, o atleti mostruosi come Ivan Zaytaev hanno capito, imparato ed usato prima questa tecnica di incrociare il primo passo di ricezione, e' solamente perché hanno avuto la"fortuna" di fare altro nelle giovanili. Mentre stacanovisti del lavoro come il pluri-campione italiano Riccardo Fenili facevano ore infinite di spostamenti sempre più veloci con i piedi, il ragazzone andava a giocare a basket nei playground umbri...e ”Giorgione” giocava a calcio... dove entrambi creavano una base motoria molto più ampia ed applicabile allo sport di altissimo livello.
Gli atleti professionisti sono macchine che fanno uno sport in particolare, ma potrebbero farne bene almeno altri tre (convinzione ormai di un lustro).
Il concetto base che ci hanno insegnato tanti anni fa e che continuano (per mancanza di idee) a propinarci nei corsi allenatori:" la squadra deve prima di tutto ricevere bene”, ma questo è assolutamente FALSO; poiché per giocare sia ad alto che basso livello serve semplicemente avere la palla in gioco!
Se osservate un bambino che gioca per la strada vi lascerà sbalorditi con i suoi movimenti naturali mentre cerca di fermare una palla lanciata lateralmente.
Dobbiamo essere noi ad imparare dai “nostri atleti”, e non sempre e comunque il contrario; se il nuovo Talento si adeguasse subito alla solita tecnica perderemmo 5-10 anni di evoluzione, e moltissimi giocatori; i quali se intelligenti si scoccerebbero di fare cose per loro contro natura.
Il campo e' diventato enorme per gli attaccanti, enorme per i battitori, enorme per i ricevitori ed il non poter più contare sui nostri "piedi più veloci della battuta avversaria” ci deve far provare qualcosa di nuovo!
Sintetizzo quindi ciò che secondo la mia opinione sono quindi le caratteristiche principali per giocare un volley moderno nella fase di ricezione e alzata: 
1)    occupazione del massimo spazio possibile tramite il primo passo d'incrocio in ricezione;
2)    minimizzare gli ace diretti cercando costantemente di ricevere la palla nella zona 3/8-8;
3)    allenare gli atleti alti a palleggiare (giocatori di muro nel beach e centrali indoor);
4)    abituare gli attaccanti a giocare spesso con palla alzata da lontano dalla rete posto 8 e 6.
Un ultima cosa non meno importante però:
"La prossima volta che vi dirigete al bar controllate quale piede muovete per primo...rimarrete sorpresi nel vedere che non fate passi accostati come i gamberi". GM